LA RAZZA - SARDA MODICANA

8 - SARDA MODICANA

Origine e zona di diffusione

Viene allevata nelle province di Cagliari ed Oristano e viene ottenuta mediante incrocio di sostituzione della Modicana sulla Sarda, se ne contano secondo il registro anagrafico circa 4.000 capi.

Dal 1985 è stato istituito il Registro Anagrafico delle popolazioni bovine autoctone e gruppi etnici a limitata diffusione. Tale registro è stato istituito per salvaguardare le razze bovine minacciate di estinzione che risultano allevate in Italia e per la salvaguardia di questi patrimoni genetici. 

Caratteristiche morfologiche

Mantello: fromentino di tonalità variabile dal rosso chiaro quasi uniforme nelle femmine; rosso vinoso, accentuato nelle regioni del collo e della testa, nei maschi.
Cute: variamente pigmentata.
Taglia: media.
Altezza al garrese: maschi di 15 mesi cm. 120; maschi adulti cm. 150; femmine adulte cm. 128.
Testa: distinta ed allungata a profilo rettilineo o leggermente montonino; occhi grandi e vivaci; orecchie di media grandezza; narici larghe; musello ampio di norma di colore nero; mascelle forti e robuste; corna a lira o a mezzaluna.
Anteriore: collo generalmente sottile nelle femmine e muscoloso nei maschi; garrese leggermente rilevato nelle femmine, marcatamente nei maschi, tronco allungato con profilo tendente al rettilineo; spalle ampie con dorso e lombi robusti; petto di media ampiezza con torace profondo; ventre voluminoso e fianco ampio.
Groppa: spiovente e leggermente inclinata; attacco della coda alto; coda lunga con fiocco abbondante.
Arti: robusti ed asciutti con appiombi quasi regolari; ginocchi e garretti compatti e andatura agile e svelta; pastoie di media lunghezza; piedi con unghioni resistenti e duri; coscia asciutta nelle femmine, più muscolosa nei maschi.
Mammella: quarti regolari; capezzoli ben disposti e di media grandezza; vene perimammarie di norma poco rilevate, più evidenti quelle sottocutanee-addominali.
Peso vivo: 650 kg per gli adulti di sesso maschile, 420 kg per quelli di sesso femminile.
Norme suppletive di identificazione della razza: addome voluminoso, fianco lungo con cavo marcato nelle vacche.
Cause di scarto: capezzoli poco pervi.

Caratteristiche produttive

L’allevamento bovino sardo-modicano costituisce spesso la principale forma di sfruttamento di terreni a scarsa o mediocre fertilità agronomica e con produzioni foraggere aleatorie; viene praticato su terreni privati, di proprietà dell’imprenditore o gestiti in affitto; a volte è associato a quello di altre specie, che sono l’ovina, soprattutto nel Montiferru e la caprina nell’Iglesiente. 

Per la maggior parte dell’anno l’allevamento dei bovini si svolge all'aperto, in pascoli naturali, tra i 250 e gli 800 metri sul livello del mare. Questi terreni, di origine vulcanica e mediamente acidi, producono pascoli che si mantengono freschi per gran parte dell’anno fino all'estate inoltrata.

Questa razza grazie alla grande facilità di parto, la buona attitudine materna e l’elevata capacità di utilizzazione di pascoli scadenti possiede i requisiti per essere impiegata come razza materna per la produzione di vitelli da ristallo destinati all’ingrassamento.

Il sistema di allevamento è completamente brado, gli alimenti sono costituiti dall'erba dei pascoli, dei prati e degli erbai, dagli arbusti della macchia mediterranea (olivastro, corbezzolo e lentisco), dalle foglie degli alberi (leccio e roverella) e dalle stoppie dei cereali. Quasi esclusivamente nei mesi invernali viene praticata l’integrazione alimentare con fieno e/o paglia, normalmente di provenienza aziendale, e concentrati.

Questo tipo di alimentazione, l’alta qualità ambientale del territorio nonché la tecnica di allevamento semi brado concorrono all'ottenimento di un prodotto carneo dal gusto tanto ricercato.

L’allevamento e lo svezzamento sono di tipo tradizionale; il vitello alla nascita non ha bisogno di particolari cure ed attenzioni; normalmente segue la madre per tutto il periodo dell’allattamento che si protrae per 6-8 mesi durante il quale esso poppa tutto il latte materno ad eccezione, di 2-3 mesi nel periodo primaverile, in coincidenza con la massima produzione foraggera, nel Montiferru, quando viene praticata la mungitura. In tale periodo il vitello viene separato dalla madre durante le ore notturne e rinchiuso in appositi recinti; al mattino, dopo la mungitura, fatta su due quarti della mammella, viene rimesso in libertà con questa. 

Il latte, munto in quantità di 5-10 litri al giorno, è destinato al consumo diretto come latte alimentare o alla caseificazione per la produzione di formaggi a pasta filata (casizolu, fresa).

Un gruppo di allevatori della zona del Montiferru ha costituito un presidio per la valorizzazione dei propri prodotti nell'ambito delle iniziative dei GAL. Una delle prime applicazioni di questo programma è la promozione del casizolu, un formaggio a pasta filata a forma di pera prodotto dal latte crudo proveniente dalle vacche di razza Sardo-Modicana.

Il Casizolu è un formaggio da tavola che viene consumato fresco dopo solo una settimana di stagionatura ed ha un sapore dolce e delicato. Dopo circa due mesi può essere anche un ottimo formaggio da grattugia.


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